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Presentata oggi la proposta di DISTRETTO RURALE “TERRE VESTINE”
Dalle Saline al Gran Sasso nasce un pogramma di sviluppo condiviso
L’iniziativa ha preso il via a dicembre 2009 su proposta di 15 sindaci delle province di Pescara e di Teramo, e cioè: Città Sant’Angelo, Civitella Casanova, Collecorvino, Elice, Loreto Aprutino, Penne, Farindola, Montebello di Bertona, Picciano, Villa Celiera (provincia di Pescara) e Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti e Montefino (provincia di Teramo). Queste realtà, promuovendo un autentico processo di iniziativa dal basso (bottom up), hanno deciso di unirsi e costruire un programma di sviluppo condiviso, integrato, finalizzato a valorizzare le specificità e le risorse del territorio. L’area interessata conta 56.400 abitanti e una superficie di 501,93 kmq: un territorio che collega il mare con la collina e la montagna e contiene una zona a forte insediamento produttivo ed abitativo nonché aree interne con risorse di pregio, significative da un punto di vista culturale, storico e ambientale. In questo nucleo sono presenti importanti filiere: olio, vino, florovivaismo, lattiero-caseario (pecorino di Farindola) e orticola. Le aziende agricole attive sono 6.675 per una SAU di 29.381 ettari; ben 639 sono le aziende di trasformazione e 31 quelle biologiche. Il territorio in questione è parte delle aree regionali DOC e DOP. Sono due le strade tematiche che troviamo in questo contesto: la Strada dell’Olio Aprutino Pescarese delle Colline Pescaresi e la Strada del Vino Colline Aprutine. 3.968, poi, sono le imprese non agricole (540 industrie, 766 costruzioni, 1.153 commercio, 299 alberghi e ristoranti, 1.210 servizi). Alla presenza dell'assessore provinciale all’Agricoltura Angelo D’ Ottavio e del Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa sono stati presentati il “Comitato promotore” e lo studio preliminare al riconoscimento del Distretto che dovrà avvenire da parte della Regione Abruzzo su proposta delle due Province. Questa tappa è la conclusione di un percorso di analisi e di concertazione che ha già visto la realizzazione di due Forum aperti a tutti i portatori d’interesse."La Provincia di Pescara - hanno detto Testa e D'Ottavio - sostiene qualsiasi tipo di aggregazione perché il concetto di rete, filiera e distretto è quello che ha guidato l'azione di governo fortemente voluta dal presidente Testa. Non c'è dubbio che le attività in materia di sviluppo rurale debbano trovare la sintesi con le strategie dell'assessore regionale Febbo e della Regione".
Il Distretto Rurale “TERRE VESTINE” nasce in attuazione della legge n. 228/01 e della L.R. 18/05 che definisce i Distretti Rurali come “aree con un’identità storica e territoriale omogenea e dalla produzione di beni e servizi di particolare specificità coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”.
In questo caso il territorio individuato è connotato da tutti gli elementi descrittivi e identificativi di un distretto. Troviamo, infatti:
• caratteristiche evidenti di dinamicità economica agricola ed extra-agricola con importanti filiere produttive (olio, vino, florovivaismo, lattiero-caseario e orticola);
• presupposti di specializzazione e esigenza di fare sistema avvalendosi di altre attività presenti (accanto a quella produttiva) in termini di complementarietà (commercio, turismo, artigianato, ecc.);
• forte livello di relazioni e interdipendenza delle imprese presenti sul
territorio (in prevalenza Pmi);
• adeguata dotazione di capacità e strutture per la trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti, possibilità di attivazione di una o più filiere basate su prodotti di qualità locali (certificati, a marchio di tutela, tradizionali o tipici), contiguità spaziale delle aziende;
• identità storica omogenea: prima i Vestini dal IV sec. a.c.; successivamente i Romani; poi i Longobardi con il Ducato di Spoleto; poi il regno di Napoli dal XIII sec. d.c. fino al 1816 e infine il Regno delle due Sicilie fino al 1860;
• identità territoriale omogenea: il territorio interessato dall’ipotesi di Distretto rurale coinvolge 3 delle 5 macroaree previste dal Piano di Sviluppo Rurale (aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata-collina litoranea, aree rurali intermedie-collina interna, aree con problemi complessivi di sviluppo-aree montane);
• grande volontà di portare avanti un progetto comune di sviluppo da parte di tutti gli enti locali e gli operatori economici locali (di tutti i settori) anche in termini di autofinanziamento del Distretto.
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