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PROVINCIA DI PESCARA
Sei qui: Home In evidenza Comunicati Stampa “Depuratori e veleni, l’Aca al lavoro”: in risposta all’art. del 20 marzo

E’ quanto meno “bizzarra” l'attribuzione di  responsabilità  alla Provincia, di un ritardo nelle autorizzazioni necessarie all’ACA per riaprire i depuratori sequestrati di Manoppello e Lettomanoppello. E’ l’impressione che i vertici della Provincia di Pescara hanno avuto questa mattina, dopo la riunione voluta dal Presidente Antonio Di Marco per chiarire ogni dubbio sull’iter di autorizzazioni che l’ACA, nell’art. pubblicato ieri dal Messaggero, aspetterebbe dalla Provincia.
Le considerazioni corrette da fare, che chiariscono la posizione attuale dell’Ente, sono invece le seguenti:

depuratore1. Per quanto riguarda i due depuratori oggetto di sequestro, ovvero il depuratore in località Santa Liberata di Lettomanoppello e quello in località Piano della Stazza di Manoppello, non risultano agli atti richieste di autorizzazione allo scarico. Dunque è difficile rispondere ad una richiesta mai avanzata. Per il depuratore in località Piano della Stazza di Manoppello la relativa autorizzazione rilasciata con determinazione n. 667 del 14/03/2013 è stata revocata, previa diffida, con det. n. 1568 del 22/10/2015 in quanto si erano riscontrati superamenti dei limiti di legge per il parametro Escherichia coli;


2. La Provincia ha sempre risposto, in passato e attualmente, nei termini previsti dalla legge (90 giorni, L. 241/1990), per cui non si capisce il motivo epr il quale sorgano tanti dubbi. Di più. Se l’ACA facesse presente, contestualmente alla domanda di autorizzazione allo scarico, la necessità di ottenere il permesso in tempi celeri, la Provincia certo metterebbe in campo tutte le forze per accogliere un’esigenza che ha ripercussioni così importanti per l’ambiente e la salute pubblica.


3. Nell’articolo in questione si legge che, a causa del fatto che “la Provincia (sarebbe) … impantanata nelle pastoie burocratiche e incapace di fornire quanto serve all’ACA per mantenere in funzione i due depuratori ed eseguire le riparazioni”, oggi avrebbe ricevuto la visita dei vertici a Palazzo dei Marmi per chiedere sostegno e collaborazione. “Attendevamo dunque l’arrivo dei dirigenti ACA – spiega Di Marco – per chiarire di persone i motivi di questo inspiegabile atto d’accusa, ma non si è visto nessuno. Dunque non esiste né una richiesta scritta, né una richiesta verbale”.


4. Per quanto riguarda l’autorizzazione provvisoria (da rilasciare per i periodi di avviamento degli impianti e/o per i periodi necessari all’esecuzione di lavori di ampliamento, ristrutturazione, ecc., e nella quale si possono prevedere anche deroghe ai limiti di legge) si fa presente che si è in attesa del provvedimento regionale espressamente previsto all’art. 6, comma 3, della L.R. 36/2015, in mancanza del quale non si può procedere al rilascio di tale tipologia di autorizzazione.


5. Un’ultima considerazione: è accaduto più volte che i tecnici dell’ACA, nell’inviare il modulo con la richiesta di autorizzazione all’intervento, abbiano omesso i dati tecnici o abbiano inviato planimetrie di altri depuratori.


“Che i tecnici responsabili di questi errori siano gli stessi che oggi hanno dimenticato di comunicare con la Provincia”?


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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Marzo 2016 13:42 )