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PROVINCIA DI PESCARA
Sei qui: Home In evidenza Comunicati Stampa Un approccio di sistema ai problemi del fiume Pescara: il contratto di fiume


fiumepescara2015Il fiume è da sempre una risorsa decisiva per l’ambiente e lo sviluppo locale.
Il fiume Pescara, “il fiume più grande del versante adriatico dopo il Po” si trascina innumerevoli problemi legati all’inquinamento, allo sfruttamento degli argini, alla conservazione della biodoversità e alla sua manutenzione.
E’ necessario, oggi più che mai, un approccio globale, che valuti, attraverso la “partecipazione dal basso” da parte di Comuni, Regione, Provincia, associazioni ambientaliste, associazioni di categoria e soggetti privati, la identificazione dei problemi e la definizione delle azioni da intraprendere per arrivare a risultare concreti e duraturi.
Per fare questo la Provincia di Pescara ha aderito e sostiene lo strumento denominato “Contratto di fiume” , coordinato dal ministero dell’Ambiente e dell’ISPRA, nato a livello nazionale per affrontare con una prospettiva di insieme il tema della corretta gestione delle risorse idriche e della valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia del rischio idraulico.
In Provincia si è svolta l’Assemblea dei Sindaci che hanno aderito al Contratto del fiume Pescara, alla quale hanno preso parte, oltre ad una nutrita rappresentanza dei sindaci dei Comuni che si affacciano sul fiume Pescara e sul fiume Aterno, anche rappresentanti di associazioni ambientaliste, come Legambiente, Mila Donnambiente, WWF, Pescarabici, Associazione Pro Natura Aterno Ecoistituto Abruzzo, Edenia, Italia Nostra , Marevivo, Pro Natura Abruzzo, e poi associazioni di categoria e associazioni della pesca sportiva, nonché l’ingegnere idraulico Tommaso Valerio, del Consorzio di Bonifica centro, e l’ambientalista direttore tecnico dell’Arta Giovanni Damiani. Presenti, per la regione Abruzzo, il dirigente del settore agricoltura, cicloturismo e contratti di fiume Antonio Sorgi e il funzionario Franco Recchia.
Nel corso dell’assemblea, si è partiti dall’analisi conoscitiva preliminare sugli aspetti ambientali, sociali, economici esistenti: primo step dell’iter che dovrà portare alla definizione e realizzazione delle azioni da intraprendere con un approccio partecipativo e inclusivo e nell’ambito di un arco temporale ben definito e limitato, come stabilito dal ministero dell’Ambiente per tutti i Contratti di fiume. Dall’incontro ieri sono scaturite diverse problematiche e proposte che evidenziano l’importanza di un approccio completamente diverso da come finora è stato fatto e si continua a fare.
Il fiume va ripulito e risanato, tanto nelle acque quanto nel territorio circostante.
Quello che è venuto fuori come il problema più stringente, per evitare il rischio esondazioni e dispersione delle acque, è la necessità di procedere subito alla canalizzazione degli scarichi civili non collettati, alla rinaturalizzazione delle sponde, che devono avere una fascia tampone di circa 30 metri per poter costituire una barriera di protezione naturale, ai lavori di rimodellamento dell’alveo naturale, attraverso attività di manutenzione ordinaria costante e monitorata.
Per ora l’assemblea ha deciso di costituire tre piani di lavoro: uno sulla qualità delle acque, un altro sulla biodiversità e il terzo sulla fruibilità del territorio e manutenzione dei corsi d’acqua. I lavori procederanno speditamente, e la prossima assemblea si svolgerà ancora prima dell’incontro programmato il 17 febbraio in Regione, con le Province di l’Aquila e Pescara, e i Comuni interessati dal fiume. Si dovrà procedere celermente verso il programma d’azione previsto dal CDF e alla sottoscrizione di impegni che saranno espressione delle decisione condivise dal processo partecipativo, per arrivare all’attuazione degli strumenti di pianificazione al finanziamento delle azioni per la salvaguardia del fiume e del suo territorio.


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