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PROVINCIA DI PESCARA
Sei qui: Home In evidenza Comunicati Stampa Palazzo via Caboto, risolti i problemi che attanagliavano gli inquilini

inquiliniLo scorso 18 marzo, a seguito di un sopralluogo, il presidente della Provincia di Pescara, insieme alla dirigente Nicoletta Bucco e al responsabile del settore Patrimonio Mario Lattanzio, ha incontrato in Provincia una delegazione degli inquilini dello stabile in via Caboto, Pescara, di proprietà della Provincia (9 appartamenti in totale, di cui 3 di proprietà di privati).
Ieri, Di Marco ha convocato gli inquilini (in rappresentanza erano presenti gli eredi della famiglia Paloscia e i signori Mario Febo, Deolo Prosperi e Nevio Taraborrelli), per comunicare loro buone notizie circa l’esito delle istanze sottopostegli.
“Due i grandi problemi che mi erano stati rappresentati durante il sopralluogo svolto a marzo presso l’edificio – ha spiegato Di Marco a margine della riunione -. Il primo riguardava la vetustà dell’immobile, a causa della quale erano presenti numerose e diffuse infiltrazioni, provenienti dal terrazzo di copertura, all’interno degli appartamenti, e che avevano provocato anche il crollo degli intonaci dei balconi (circostanza per la quale, in passato, erano dovuti intervenire anche i vigili del fuoco). Il secondo grande problema affrontato, invece, era relativo alla compravendita delle abitazioni da parte degli inquilini, che, in base al regolamento delle alienazioni immobiliari, hanno il diritto di prelazione per l’acquisto.

Due gravi incognite, che hanno attanagliato per anni gli affittuari del palazzo di via Caboto e che oggi posso dire con orgoglio di essere riuscito, insieme alla dirigente Bucco e al consigliere con delega al patrimonio Gianni Teodoro, a superare.
Con un finanziamento pari a circa 30mila euro, abbiamo, infatti, promosso dei lavori per eliminare le criticità segnalate e entro 10 giorni il cantiere sarà chiuso e agli inquilini sarà restituito uno stabile completamente ristrutturato.
Per quanto riguarda, invece, il secondo aspetto legato alla compravendita, ho già dato mandato agli uffici di approfondire le procedure che hanno portato, nel lontano 1953, alla vendita di 3 dei 9 appartamenti e, allo stesso tempo, di valutare l’effettivo valore dei beni da porre in vendita e se è possibile riconoscere agli affittuari le spese sostenute negli anni per i lavori di miglioramento funzionale delle abitazioni”.


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